"Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

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Messaggio Da gaia scuderi il Lun Nov 07, 2011 7:07 pm

Maryam ha scritto:
gaia scuderi ha scritto:se muovo delle critiche non è perchè io "faccio meglio" ma perchè analizzo delle cose. Very Happy

Mi piacerebbe sapere cosa analizzi rispetto alle danzatrici del ventre "tradizionali" e bada, non sono polemica, ma davvero mi interessa. Trovo comunque molto interessante questo scambio di opinioni perchè ci apre davvero alla conoscenza di altre realtà! Very Happy
ora penso bene bene come spiegarmi in maniera decente Mr Green e poi provo a scrivere ,anche a me appassiona questa discussione "annoda lobi" Very Happy
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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da gaia scuderi il Lun Nov 07, 2011 7:16 pm

Kasia ha scritto:
blackmilk ha scritto:Bella questa discussione! Io non saprei dare una definizione precisa di arte. Per me è sentita attraverso una percezione che trascende quella ordinaria, e quando un vero artista parla (qualunque sia il linguaggio che utilizza) ecco che per me improvvisamente si compie e si percepisce il mistero, il mistero della vita stessa, che non puoi spiegarlo a parole, come quando di fronte alla natura rimani in silenzio…e provi una forte sensazione dentro, è qualcosa di grande e insondabile che s’innalza al di sopra di tutto e ti avvolge. Ricordo una volta lessi una bella affermazione di Emily Dickinson “Se leggo un libro e mi sento gelare in tutto il corpo così che nessun fuoco mi può scaldare, allora so che quella è poesia. Se provo la sensazione che mi scoperchino la testa, allora so che quella è poesia”
Oggi penso che molto venga sminuito ed imbruttito, si tenta in un tutti i modi di portare l’uomo lontano dalla grandezza della vita, lo si rende soprattutto buono e docile consumatore, ed ecco che la danza diviene un commercio, Steve Jobs il nuovo Leonardo, l’ipod una rappresentazione simbolica delle ricerche di un’artista...D’altronde ogni società si crea i propri idoli, e la nostra ovviamente ne elegge uno come Jobs che ha creato dei gingilli per spillare soldi alla gente :(
questa e un altra discussione ancora Smile .. per quanto riguarda jobs, e come il calcio...la gente si lamenta che guadagnanno troppo, poi non fanno a altro che guardare/pagare per guardare/parlare di calcio...

re: jobs e co: non capisco come la gente non capisce che tutti questi ''ghingilli'', internet incluso, hanno cambiato il mondo molto, molto, molto MOLTO spesso per il meglio.... per poi chiamare la gente che ha ricercato, inventato, lavorato, in maniera intelligente, tutta la vita, uno che spilla soldi.. c'e un lavoro dietro quelli di sillicon valley, che ha cambiato una non-insignificante parte del mondo. e solo i fatto che stiamo qui a chiacchierare sul pc lo dimostra. se usi un mp3 lo dimostra. se hai mai comprato musica online lo dimostra. ecc ecc ecc ecc. nessuno ha obligato nessun a comprare niente. per come lo vedo io, jobs non ha ''spillato'' nulla. ha creato, come gli altri, e la genta ha risposto comprando quello che volevanno, il frutto della ricerca sua e degli sue computer programers. e un lavora talmente enorme, che e un po' ''sacrilegio'' parlare male di cioe che e uscito da quel posto (intendo sillicon valley). non si parla di un ladruncolo locale che inventa truffe per spillare soldi.. anche sa capisco che uno, vedendo solo quello intorno a se, pensa che TUTTO sia cosi. essere un intelligente e generalmente onesto business man non e colpa, anzi. forse c'e ne vorrebbe piu in giro, da quello che si sente tutti giorni sul tv, ecc

sono un' po sensibile a questo discorso, nel senso che credo che non si debba ''parlare male'' (non so come altro dirlo, non dico non si posso criticare per una/altra cosa, ma in un senso piu generale Smile ) delle personne che fanno le ricerche che portanno il mondo avanti, seppur con i sbagli, magari ''inutili'' nei occhi di alcuni, ma lo portanno avanti.. senno, non avremmo ne il cd, ne i pod da ascoltare... ne fuoco, ne ... beh... NULLA. ma io ho alcuni convinzioni particolari e strani.. meglio che le tengo per me Smile

si, fino ad un certo punto, ipod non e arte.. dipende, di nuovo, che definizione la dai Smile se e fine in se stessa, allora ritengo che rimane, communque sia, una versione di del ''arte'' Smile

sono un po' secchiona in quste cose, mi piaccono, quindi posto in ennesimo video, ennesimamanete in inglese
"l'intero internet pesa quanto una fragola"

blow ..my ..mind ..LOL

http://dvice.com/archives/2011/11/the-internet-we.php

..e poi, un giorno, arriva un meteor, e electricamente-spacca-scombusola tutto. e torneremo e vivere come il caveman. back to basics Mr Green
Kasia tu hai citato dei nomi di persone che si potrebbero definire geni!! Chi ne ha parlato male?in fondo se fare un ipod o un nuovo programma non è "roba da artisti" è giusto dire che è "roba per geni" Very Happy
ps :ci racconti le tue idee? Io curiosa Very Happy
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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da Michela V. il Lun Nov 07, 2011 9:23 pm

Ragazze che meraviglia leggervi! Mi si "aggrovigliano"un attimo i neuroni del cervello..... Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes

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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da gaia scuderi il Mar Nov 08, 2011 2:24 am

Maryam ha scritto:
gaia scuderi ha scritto:se muovo delle critiche non è perchè io "faccio meglio" ma perchè analizzo delle cose. Very Happy

Mi piacerebbe sapere cosa analizzi rispetto alle danzatrici del ventre "tradizionali" e bada, non sono polemica, ma davvero mi interessa. Trovo comunque molto interessante questo scambio di opinioni perchè ci apre davvero alla conoscenza di altre realtà! Very Happy
La danza del ventre ha origini poco chiare,quindi ci conviene parlare del suo presente o immediato passato,anche perchè decifrare una danza prima dell'avvento dei video è difficile Mr Green negli ultimi tempi si è sviluppata come danza di "festa improvvisata" e come danza da intrattenimento equivoco, poi c'è stato un "passaggio " di Reda che ha ripulito la dvd togliendo atteggiamenti volgari etc etc, non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma guardiamo la danza oggi nei paesi arabi:continua a seguire i canoni del gusto popolare per attirare il pubblico locale e i turisti : canzoni conosciute,abiti sgargianti e succinti ,non è una danza che non può essere artistica ,ma una danza che non viene trattata da chi la pratica come tale;è carente di pensiero e "spiritualità",non vi è ,dietro una sua rappresentazione,una ricerca voluta e conquistata che la porti oltre l'estetica del bel movimento o del movimento "chiave" che attira lo sguardo di chi guarda per stupirlo ,ciò non significa che non smuove una sincera emozione ,tutto quello che piace lo fa Wink ma non va oltre ,non ricerca per la danza,ricerca lo stupore o il coinvolgimento immediato del pubblico ;per questo dico che rientra nella sfera della rappresentazione per la "festa" nel divertimento e quindi nell'intrattenimento.
Si dice che facendo dvd si parla della cultura araba....ma anche egiziani(musicisti che accompagnano danzatrici) negano faccia parte della loro cultura,solamente il folclore ne è parte...tutti la negano,quindi non la possiamo inserire neanche in un contesto culturale ,ma di "usi e costumi".( bo)
Maryam se tu hai frequentato stage di Reda hai avuto modo di capire ,hai sentito parole sue,con le quali descriveva il suo pensiero sulla dvd oggi?Non una intervista ma parole volate durante uno stage...non so se mi spiego.
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Messaggio Da Maryam il Mar Nov 08, 2011 7:52 am

gaia scuderi ha scritto:
Maryam ha scritto:
gaia scuderi ha scritto:se muovo delle critiche non è perchè io "faccio meglio" ma perchè analizzo delle cose. Very Happy

Mi piacerebbe sapere cosa analizzi rispetto alle danzatrici del ventre "tradizionali" e bada, non sono polemica, ma davvero mi interessa. Trovo comunque molto interessante questo scambio di opinioni perchè ci apre davvero alla conoscenza di altre realtà! Very Happy
La danza del ventre ha origini poco chiare,quindi ci conviene parlare del suo presente o immediato passato,anche perchè decifrare una danza prima dell'avvento dei video è difficile Mr Green negli ultimi tempi si è sviluppata come danza di "festa improvvisata" e come danza da intrattenimento equivoco, poi c'è stato un "passaggio " di Reda che ha ripulito la dvd togliendo atteggiamenti volgari etc etc, non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma guardiamo la danza oggi nei paesi arabi:continua a seguire i canoni del gusto popolare per attirare il pubblico locale e i turisti : canzoni conosciute,abiti sgargianti e succinti ,non è una danza che non può essere artistica ,ma una danza che non viene trattata da chi la pratica come tale;è carente di pensiero e "spiritualità",non vi è ,dietro una sua rappresentazione,una ricerca voluta e conquistata che la porti oltre l'estetica del bel movimento o del movimento "chiave" che attira lo sguardo di chi guarda per stupirlo ,ciò non significa che non smuove una sincera emozione ,tutto quello che piace lo fa Wink ma non va oltre ,non ricerca per la danza,ricerca lo stupore o il coinvolgimento immediato del pubblico ;per questo dico che rientra nella sfera della rappresentazione per la "festa" nel divertimento e quindi nell'intrattenimento.
Si dice che facendo dvd si parla della cultura araba....ma anche egiziani(musicisti che accompagnano danzatrici) negano faccia parte della loro cultura,solamente il folclore ne è parte...tutti la negano,quindi non la possiamo inserire neanche in un contesto culturale ,ma di "usi e costumi".( bo)
Maryam se tu hai frequentato stage di Reda hai avuto modo di capire ,hai sentito parole sue,con le quali descriveva il suo pensiero sulla dvd oggi?Non una intervista ma parole volate durante uno stage...non so se mi spiego.

Quello che tu dici è vero, in effetti è cosi ma non sono d'accordo quando affermi:"è carente di pensiero e "spiritualità",non vi è ,dietro una sua rappresentazione,una ricerca voluta e conquistata". Probabilmente è così per molte danzatrici ma vogliamo mettere invece quelle che la ricerca l'hanno fatta e che la spiritualità ce la mettono, magari non facendo un pezzo tabla solo ma "interpretando"Om Khaltoum? Ok , non è una ricerca metafisica e non è una ricerca che avvicina all'assoluto e al divino, ma lo è. Quindi ammetto che purtroppo la danza è svalutata anche per quello che accate. Un mio amico di Muscat in Oman mi ha detto che lì da loro le danzatrici sono poche, tutte marocchine e prostitute nei night clubs. Dunque è questo che ha rovinato , rovina e rovinerà questa danza, il fatto che molte ragazze dall'est o da altri paesi arabi facciano le"ballerine" che arrotondano...Lui mi ha detto che è per questo motivo soprattutto che le danzatrici sono mal viste, giustamente...
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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da Amina il Mar Nov 08, 2011 11:36 am

Salve ragazze,

questa discussione sta appassionando moltissimo anche me, e per un motivo molto semplice, le domande, che sono state postate qui nel forum, sono le stesse che continuano a ripresentarsi ciclicamente nel mio cervello. Io ancora non sono riuscita ad addivenire a dei punti risolutivi, purtroppo, ma voglio farvi parte delle mie elucubrazioni nella speranza che quelle più informate e più esperte di me possano darmi una mano.

Sulla definizione di arte
Nei miei nebulosi ricordi del liceo emerge una definizione di arte che, tra altre cose, dovrebbe essere legata al concetto di universalità.
Ora, non ricordo se il concetto di universalità fosse legato al messaggio o al mezzo espressivo, o ad entrambi.
Esempio, scrivo un’ode al mio gatto che tutte le mattine alle 6 viene a svegliarmi (e ultimamente cerca pure di rubarmi le coperte). Bene, i miei fastidi con il mio gatto sono fatti miei particolari, non possono essere definiti universali. Ma se dalla mia poesia traspare, che ne so, l’amore per gli animali, il fastidio per qualcosa che non posso controllare, la tenerezza e l’affetto che fanno superare i piccoli e grandi contrattempi che l’oggetto delle nostre attenzioni ci procura, l’amore di mio marito per me, che lo spinge a non arrabbiarsi con gatto perché sa che mi farebbe soffrire …. e così via. Allora il mio messaggio può assurgere caratteri di universalità in quanto anche persone che non hanno un gatto, non hanno problemi ad alzarsi alle sei come me, non convivono, possono riconoscersi in qualcosa di quanto io scrivo.
Se per scrivere la mia ode uso il miagolese dialettale di Bergamo Bassa (lo parliamo fluentemente solo io e il mio gatto) la mia ode può parlare di argomenti universali, di amore e odio, guerra e pace, ma uso un mezzo espressivo che non è proprio universale.
Quindi vi giro la palla: l’universalità c’entra qualcosa nel concetto di arte? All’interno del messaggio, nell’uso del mezzo espressivo o tutti e due?

Altro problema: che differenza c’è tra l’artista e l’artigiano?
L’artigiano si limita a ripetere con maestria mentre l’artista innova? O semplicemente riesce a mettere nel suo “lavoro” un quid di genio, di personalità, di qualcosa che è suo e solo suo e lo contraddistingue dagli altri?
Quindi ci possono essere ballerine artigiane e ballerine artiste?
O è solo questione di “livello” di bravura?

Sull’arte e la danza
Riprendendo la celebre definizione di Hossam Ramzy secondo cui compito della ballerina è quello di visualizzare la musica, possiamo dire che una buona ballerina (paragonabile a un’artigiana) compie questa opera di traduzione tra la musica e gli spettatori, mentre un’artista riesce produrre del valore aggiunto? Cioè la vera artista crea qualcosa che è più della somma delle parti, vissuto del compositore del pezzo, vissuto dei musicisti che lo suonano, vissuto degli spettatori che partecipano, ricevendo e trasmettendo emozioni, vissuto della ballerina che traduce la musica, riceve gli imput da musicisti e spettatori, e aggiunge di suo?
A questo proposito, se volete approfondire questa linea di pensiero, vi consiglio caldamente gli articoli di Najia Marlyz, a mio parere sempre interessanti e illuminanti. Ecco il link http://www.gildedserpent.com/najia/index.htm dei suoi articoli su Gilded serpent.



Sui rapporti tra Folklore e bellydance
Su questo argomento ho sentito un sacco di pareri discordanti dalle varie insegnanti che ho avuto e da vari blog che ho letto.

Ma, prima di iniziare, ecco qualcosa di verificabile:
Nelly Mazluom, nel suo libro “Oriental dance tecnique” specifica che “Oriental dancing in not only bellydancing”.
Dedica inoltre un capitolo ad Art and Folkolore.
Riassumendo ella dice che c’è una correlazione tra bellydancing e Folklore, ma che la loro differenza giace in molti dettagli.
La danza del ventre sarebbe stata creata da una richiesta sempre maggiore di movimenti di stomaco e pelvici, un tipo di danza che era dapprima appannaggio esclusivo delle Ghaziah, una sorta di danzatrici gitane che si esibivano di villaggio in villaggio.
Una volta portata sul palcoscenico tale danza è diventata professionale ed è stato appunto creato un maggior numero di movimenti del ventre e si sono aggiunti costumi più colorati e più scoprenti.
La danza del ventre è limitata alla badlah sharkeiah (costume due pezzi) dove l’enfasi è data dai movimenti pelvici e dal velo.
Mentre ogni tipo di danza folkloristica e è differente, in quanto ha i suoi particolari movimenti, costumi, ritmi, strumenti musicali e canzoni (repertorio musicale Ndt).
Le danze regionali in Egitto hanno una gamma di movimenti limitata che può essere monotona se portata così come è sul palcoscenico, da qui le differenze tra la danza nel suo luogo d’origine e quella in teatro.
Differenzia inoltre tipi i di danza tradizioni dell’alto Egitto, patria del Nubi, Saidi e Badawi e del basso Egitto, custode del Baharim Fallahi e Sahrawi.
Dice che anticamente c’erano quattro modi di interpretazione che influenzavano lo stile, il ritmo, il
conception fashion (vestito?) e la forma di danza in Egitto: raks baladi, raks sharki, raks el ghawazi e raks el hawanem ma che ora a causa dell’influenza straniera sono stati diluiti fino a scomparire quasi del tutto, conseguentemente questi quattro modi di ballare si sono ridotti a (concetti di) poche grandi linee appartenenti ai tratti più salienti degli stili Saidi, Baladi e Sharky.
E’ una traduzione fatta da me, potrei avere fatto qualche errore, però non credo di avere stravolto il significato.

Ecco invece un elenco di affermazioni raccolte qua e là negli anni che attendono di essere verificate:

Faridah Fahmi e Rakia Hassan non sono mai state delle Rakassa (bellydancers). La loro immagine è pulita, in quanto il folklore in Egitto è considerato una forma d’arte.

Non ci sono scuole di bellydance riconosciute a livello governativo in Egitto, mentre esistono di Folklore.

Ci sono stati più gruppi che si sono dedicati al Folklore, il più famoso è il Reda Group, ma lo stesso lavoro lo hanno fatto anche (tra gli altri) Naima Akef e Nelly Mazloum, con le loro rispettive compagnie.

La danza del ventre delle dive del Silver screen (Samia Jamal, Thaeeya Karioka e via dicendo) è nata dalle radici della danza Baladi ballata per le strade, durante matrimoni e feste varie, con l’innesto di elementi di altre danze (prima fra tutte ma non solo la danza classica).
Nei vecchi film Egiziani si vedono infatti scene di ballo di ogni tipo, folkloristiche egiziane, sud e nord americane (samba, tip tap …)

Dopo la fuoriuscita degli stranieri dall’Egitto si è tornati a una danza più “autentica” rappresentata da Fifi Abdou e Soheri Zaki (fra le altre), costumi più castigati, o addirittura galabeja (Fifi Abdou ancora).

Lo sharqui è la danza delle dive del cinema egiziano, il baladi rappresenta la radice più tradizionale, ballata prima (ma non abbiamo alcuna traccia video) e dopo il periodo di dominazione dell’Egitto (video vari di ballerine dell’epoca).

Il genio creativo di Reda ha dato vita a balli che prima non esistevano, tra cui lo stile faraonico (ispirato alle pitture dell’epoca dei faraoni appunto) lo stile Andalus (ispirato alle contaminazioni tra mondo arabo e Spagna) e lo stile Iskandarani (ispirato allo scialle che le donne di Alessandria d’Egitto portano, chiamato mellaya leff).

Ok, non mi viene in mente nient’altro. Se qualcuna di voi mi può dire cosa è vero e cosa non lo è … farebbe un’opera di bene.

Attendo con ansia ;-)

Amina
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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da gaia scuderi il Mar Nov 08, 2011 4:46 pm

Il concetto di universalità non deve essere necessariamente "subito" dall'arte nella scelta del linguaggio usato,in poesia ci sarebbe lo scoglio della lingua,infatti nelle traduzioni si può perdere la sua musicalità o le piccole sfumature che in altri idiomi non si possono egualmente rendere, per apprezzarla in pieno si deve conoscere la lingua originaria ( almeno che non si consideri la poesia in questione completamente distaccata e indipendente dal poeta stesso,dalle motivazioni che lo hanno portato a scegliere il suono di una parola rispetto ad un altro, e veramente universale tanto da poterla tradurre in tutte le lingue e ottenere lo stesso effetto...)... o nell'arte concettuale,dove si richiede in alcuni casi, di avere un certo bagaglio culturale per decifrarla ... o l'arte di "rottura" che basa il suo pensiero nel richiamarsi fuori dai normali concetti... non sempre tutta l'arte può essere universalmente capita ma universalmente accettata si ,
Succede anche che nell'opera non sia importante che il messaggio venga trasmesso in forma "didascalica" ma astratta o che il contenuto sia creato non per essere appreso ma per suggerire e dare la possibilità a chi guarda di interpretarlo liberamente ,andando anche fuori dall'originale tema.
Il riconoscersi in un opera non credo possa essere definito "un ingrediente" necessario alla definizione di arte ,perchè altrimenti verrebbe definita tale solo ciò che ci somiglia, cioè in maniera soggettiva ,e fin quì tutto ok , il poterlo fare in maniera universale intende forse che tutti bene o male ,superato lo scoglio culturale, possiamo provare gli stessi sentimenti ,e li possiamo ritrovare in un opera ,e in questo senso un opera riusciuta può trasmettere universalmente,ma questo non è legato al linguaggio o alla forma artistica scelta ma alla potenza trasmissiva dell'opera in se.
Poi si può parlare di che cosa è un'opera d'arte riuscita Wink il contenuto e il concetto che esprime ne è parte integrante.
La differenza fra un artigiano ed un artista è la primarietà del loro lavoro: un artigiano che costruisce una sedia ha come prima necessità quella di renderla "sedia " Wink il resto è secondario a questo concetto;un artista che crea liberamente non ha questo legame con ciò che crea : non deve necessariamente essere bello ,comodo ,decorativo ,accattivante secondo il gusto in uso....un'artista può creare una sedia ma probabilmente questa non sarà comoda o funzionale e forse non sarà possibile usarla come sedia perchè la primaria intenzione dell'artista è di creare qualcosa di altro partendo da un oggetto di uso comune.Per oggi mi fermo quì ,ho i lobi che fumano e non sono proprio certa di aver risposto in maniera chiara o corretta....Amina dimmi tu Mr Green
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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da gaia scuderi il Mar Nov 08, 2011 4:50 pm

Maryam ha scritto:
gaia scuderi ha scritto:
Maryam ha scritto:
gaia scuderi ha scritto:se muovo delle critiche non è perchè io "faccio meglio" ma perchè analizzo delle cose. Very Happy

Mi piacerebbe sapere cosa analizzi rispetto alle danzatrici del ventre "tradizionali" e bada, non sono polemica, ma davvero mi interessa. Trovo comunque molto interessante questo scambio di opinioni perchè ci apre davvero alla conoscenza di altre realtà! Very Happy
La danza del ventre ha origini poco chiare,quindi ci conviene parlare del suo presente o immediato passato,anche perchè decifrare una danza prima dell'avvento dei video è difficile Mr Green negli ultimi tempi si è sviluppata come danza di "festa improvvisata" e come danza da intrattenimento equivoco, poi c'è stato un "passaggio " di Reda che ha ripulito la dvd togliendo atteggiamenti volgari etc etc, non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma guardiamo la danza oggi nei paesi arabi:continua a seguire i canoni del gusto popolare per attirare il pubblico locale e i turisti : canzoni conosciute,abiti sgargianti e succinti ,non è una danza che non può essere artistica ,ma una danza che non viene trattata da chi la pratica come tale;è carente di pensiero e "spiritualità",non vi è ,dietro una sua rappresentazione,una ricerca voluta e conquistata che la porti oltre l'estetica del bel movimento o del movimento "chiave" che attira lo sguardo di chi guarda per stupirlo ,ciò non significa che non smuove una sincera emozione ,tutto quello che piace lo fa Wink ma non va oltre ,non ricerca per la danza,ricerca lo stupore o il coinvolgimento immediato del pubblico ;per questo dico che rientra nella sfera della rappresentazione per la "festa" nel divertimento e quindi nell'intrattenimento.
Si dice che facendo dvd si parla della cultura araba....ma anche egiziani(musicisti che accompagnano danzatrici) negano faccia parte della loro cultura,solamente il folclore ne è parte...tutti la negano,quindi non la possiamo inserire neanche in un contesto culturale ,ma di "usi e costumi".( bo)
Maryam se tu hai frequentato stage di Reda hai avuto modo di capire ,hai sentito parole sue,con le quali descriveva il suo pensiero sulla dvd oggi?Non una intervista ma parole volate durante uno stage...non so se mi spiego.

Quello che tu dici è vero, in effetti è cosi ma non sono d'accordo quando affermi:"è carente di pensiero e "spiritualità",non vi è ,dietro una sua rappresentazione,una ricerca voluta e conquistata". Probabilmente è così per molte danzatrici ma vogliamo mettere invece quelle che la ricerca l'hanno fatta e che la spiritualità ce la mettono, magari non facendo un pezzo tabla solo ma "interpretando"Om Khaltoum? Ok , non è una ricerca metafisica e non è una ricerca che avvicina all'assoluto e al divino, ma lo è. Quindi ammetto che purtroppo la danza è svalutata anche per quello che accate. Un mio amico di Muscat in Oman mi ha detto che lì da loro le danzatrici sono poche, tutte marocchine e prostitute nei night clubs. Dunque è questo che ha rovinato , rovina e rovinerà questa danza, il fatto che molte ragazze dall'est o da altri paesi arabi facciano le"ballerine" che arrotondano...Lui mi ha detto che è per questo motivo soprattutto che le danzatrici sono mal viste, giustamente...
Per il momento ho parlato genericamente, ma ora ti chiedo ,per maggior chiarezza ( ho il lobi che fumano) di farmi degli esempi magari postando dei video .Poi ti chiedo di spiegarmi cosa intendi tu per spiritualità e che tipo di ricerca e di pensiero vedi dietro alle interpretazioni delle danzatrici alle quali ti riferisci,perdonami ma inizio a perdere il filo Mr Green so vecchiaaaaaaaa
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Messaggio Da Michela V. il Mar Nov 08, 2011 6:36 pm

geek scratch niente...mi s'intrecciano i neuroni! study ma è troppo interessante!.....mi seguo e vi ... dog inseguo! Mr Green

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Messaggio Da Maryam il Mar Nov 08, 2011 7:12 pm

gaia scuderi ha scritto:
Per il momento ho parlato genericamente, ma ora ti chiedo ,per maggior chiarezza ( ho il lobi che fumano) di farmi degli esempi magari postando dei video .Poi ti chiedo di spiegarmi cosa intendi tu per spiritualità e che tipo di ricerca e di pensiero vedi dietro alle interpretazioni delle danzatrici alle quali ti riferisci,perdonami ma inizio a perdere il filo Mr Green so vecchiaaaaaaaa

E si! Bè , certo con questa danza parlare di astratto e spiritualità è davvero un controsenso dato che è una danza davvero sensuale(e per sensuale non intendo sexy) e a contatto con la madre terra. E' appunto una danza molto "terrena"e per spiritualità io intendo il feeling, il tarab.
Dunque vuol dire che attraverso l'intepretazione intensa della danzatrice io mi emoziono fortemente e mi commuovo e ho i brividi. Ti potrei postare molti video, video di danzatrici che sono le UNICHE e SOLE a generare in me questo turbinio di emozioni,ma andiamo sul gusto personale e oltretutto so che qui nel forum quasi nessuna condivide i miei gusti! Diciamo che nonostante questo mi piace frequentare il forum perchè anche se non condividiamo le stesse idee e gli stessi gusti è sempre un piacere discutere e scambiarci idee e opinioni!
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Messaggio Da Maryam il Mar Nov 08, 2011 7:14 pm

Amina ha scritto:Salve ragazze,

questa discussione sta appassionando moltissimo anche me, e per un motivo molto semplice, le domande, che sono state postate qui nel forum, sono le stesse che continuano a ripresentarsi ciclicamente nel mio cervello. Io ancora non sono riuscita ad addivenire a dei punti risolutivi, purtroppo, ma voglio farvi parte delle mie elucubrazioni nella speranza che quelle più informate e più esperte di me possano darmi una mano.

Sulla definizione di arte
Nei miei nebulosi ricordi del liceo emerge una definizione di arte che, tra altre cose, dovrebbe essere legata al concetto di universalità.
Ora, non ricordo se il concetto di universalità fosse legato al messaggio o al mezzo espressivo, o ad entrambi.
Esempio, scrivo un’ode al mio gatto che tutte le mattine alle 6 viene a svegliarmi (e ultimamente cerca pure di rubarmi le coperte). Bene, i miei fastidi con il mio gatto sono fatti miei particolari, non possono essere definiti universali. Ma se dalla mia poesia traspare, che ne so, l’amore per gli animali, il fastidio per qualcosa che non posso controllare, la tenerezza e l’affetto che fanno superare i piccoli e grandi contrattempi che l’oggetto delle nostre attenzioni ci procura, l’amore di mio marito per me, che lo spinge a non arrabbiarsi con gatto perché sa che mi farebbe soffrire …. e così via. Allora il mio messaggio può assurgere caratteri di universalità in quanto anche persone che non hanno un gatto, non hanno problemi ad alzarsi alle sei come me, non convivono, possono riconoscersi in qualcosa di quanto io scrivo.
Se per scrivere la mia ode uso il miagolese dialettale di Bergamo Bassa (lo parliamo fluentemente solo io e il mio gatto) la mia ode può parlare di argomenti universali, di amore e odio, guerra e pace, ma uso un mezzo espressivo che non è proprio universale.
Quindi vi giro la palla: l’universalità c’entra qualcosa nel concetto di arte? All’interno del messaggio, nell’uso del mezzo espressivo o tutti e due?

Altro problema: che differenza c’è tra l’artista e l’artigiano?
L’artigiano si limita a ripetere con maestria mentre l’artista innova? O semplicemente riesce a mettere nel suo “lavoro” un quid di genio, di personalità, di qualcosa che è suo e solo suo e lo contraddistingue dagli altri?
Quindi ci possono essere ballerine artigiane e ballerine artiste?
O è solo questione di “livello” di bravura?

Sull’arte e la danza
Riprendendo la celebre definizione di Hossam Ramzy secondo cui compito della ballerina è quello di visualizzare la musica, possiamo dire che una buona ballerina (paragonabile a un’artigiana) compie questa opera di traduzione tra la musica e gli spettatori, mentre un’artista riesce produrre del valore aggiunto? Cioè la vera artista crea qualcosa che è più della somma delle parti, vissuto del compositore del pezzo, vissuto dei musicisti che lo suonano, vissuto degli spettatori che partecipano, ricevendo e trasmettendo emozioni, vissuto della ballerina che traduce la musica, riceve gli imput da musicisti e spettatori, e aggiunge di suo?
A questo proposito, se volete approfondire questa linea di pensiero, vi consiglio caldamente gli articoli di Najia Marlyz, a mio parere sempre interessanti e illuminanti. Ecco il link http://www.gildedserpent.com/najia/index.htm dei suoi articoli su Gilded serpent.



Sui rapporti tra Folklore e bellydance
Su questo argomento ho sentito un sacco di pareri discordanti dalle varie insegnanti che ho avuto e da vari blog che ho letto.

Ma, prima di iniziare, ecco qualcosa di verificabile:
Nelly Mazluom, nel suo libro “Oriental dance tecnique” specifica che “Oriental dancing in not only bellydancing”.
Dedica inoltre un capitolo ad Art and Folkolore.
Riassumendo ella dice che c’è una correlazione tra bellydancing e Folklore, ma che la loro differenza giace in molti dettagli.
La danza del ventre sarebbe stata creata da una richiesta sempre maggiore di movimenti di stomaco e pelvici, un tipo di danza che era dapprima appannaggio esclusivo delle Ghaziah, una sorta di danzatrici gitane che si esibivano di villaggio in villaggio.
Una volta portata sul palcoscenico tale danza è diventata professionale ed è stato appunto creato un maggior numero di movimenti del ventre e si sono aggiunti costumi più colorati e più scoprenti.
La danza del ventre è limitata alla badlah sharkeiah (costume due pezzi) dove l’enfasi è data dai movimenti pelvici e dal velo.
Mentre ogni tipo di danza folkloristica e è differente, in quanto ha i suoi particolari movimenti, costumi, ritmi, strumenti musicali e canzoni (repertorio musicale Ndt).
Le danze regionali in Egitto hanno una gamma di movimenti limitata che può essere monotona se portata così come è sul palcoscenico, da qui le differenze tra la danza nel suo luogo d’origine e quella in teatro.
Differenzia inoltre tipi i di danza tradizioni dell’alto Egitto, patria del Nubi, Saidi e Badawi e del basso Egitto, custode del Baharim Fallahi e Sahrawi.
Dice che anticamente c’erano quattro modi di interpretazione che influenzavano lo stile, il ritmo, il
conception fashion (vestito?) e la forma di danza in Egitto: raks baladi, raks sharki, raks el ghawazi e raks el hawanem ma che ora a causa dell’influenza straniera sono stati diluiti fino a scomparire quasi del tutto, conseguentemente questi quattro modi di ballare si sono ridotti a (concetti di) poche grandi linee appartenenti ai tratti più salienti degli stili Saidi, Baladi e Sharky.
E’ una traduzione fatta da me, potrei avere fatto qualche errore, però non credo di avere stravolto il significato.

Ecco invece un elenco di affermazioni raccolte qua e là negli anni che attendono di essere verificate:

Faridah Fahmi e Rakia Hassan non sono mai state delle Rakassa (bellydancers). La loro immagine è pulita, in quanto il folklore in Egitto è considerato una forma d’arte.

Non ci sono scuole di bellydance riconosciute a livello governativo in Egitto, mentre esistono di Folklore.

Ci sono stati più gruppi che si sono dedicati al Folklore, il più famoso è il Reda Group, ma lo stesso lavoro lo hanno fatto anche (tra gli altri) Naima Akef e Nelly Mazloum, con le loro rispettive compagnie.

La danza del ventre delle dive del Silver screen (Samia Jamal, Thaeeya Karioka e via dicendo) è nata dalle radici della danza Baladi ballata per le strade, durante matrimoni e feste varie, con l’innesto di elementi di altre danze (prima fra tutte ma non solo la danza classica).
Nei vecchi film Egiziani si vedono infatti scene di ballo di ogni tipo, folkloristiche egiziane, sud e nord americane (samba, tip tap …)

Dopo la fuoriuscita degli stranieri dall’Egitto si è tornati a una danza più “autentica” rappresentata da Fifi Abdou e Soheri Zaki (fra le altre), costumi più castigati, o addirittura galabeja (Fifi Abdou ancora).

Lo sharqui è la danza delle dive del cinema egiziano, il baladi rappresenta la radice più tradizionale, ballata prima (ma non abbiamo alcuna traccia video) e dopo il periodo di dominazione dell’Egitto (video vari di ballerine dell’epoca).

Il genio creativo di Reda ha dato vita a balli che prima non esistevano, tra cui lo stile faraonico (ispirato alle pitture dell’epoca dei faraoni appunto) lo stile Andalus (ispirato alle contaminazioni tra mondo arabo e Spagna) e lo stile Iskandarani (ispirato allo scialle che le donne di Alessandria d’Egitto portano, chiamato mellaya leff).

Ok, non mi viene in mente nient’altro. Se qualcuna di voi mi può dire cosa è vero e cosa non lo è … farebbe un’opera di bene.

Attendo con ansia ;-)

Caspita!Precisissima.... complimenti!
Mi permetto però (dato che ho parlato e "intervistato"m olti egiziani sull'argomento) di dire che uomini o donne che danzano anche solo il folk vengono comunque visti non tanto bene lo stesso....

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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da Maryam il Mar Nov 08, 2011 7:45 pm

Aggiungo anche altro...
Io non ci trovo niente di male, anzi, ad esaltare la propria bellezza con abiti e make up. Questo è uno degli aspetti molto affascinanti di questa danza, qualche eccesso, l'imbellettarsi e l'essere civettuole è un aspetto non meno importante ed è caratteristico nello sharqy classico. Ora, che certe danzatrici possano esagerare è visibile e chiaro a tutti ma sono casi isolati. Non nascondo che da donna eterosessuale trovo che la ballerina bella e piacente abbia 1 marcia in più!!Certo ne apprezzo la bravura ma se è bella e fascinosa mi godo ancor più la sua esibizione.
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Messaggio Da Shaki il Mar Nov 08, 2011 9:01 pm

Maryam ha scritto:Aggiungo anche altro...
Io non ci trovo niente di male, anzi, ad esaltare la propria bellezza con abiti e make up. Questo è uno degli aspetti molto affascinanti di questa danza, qualche eccesso, l'imbellettarsi e l'essere civettuole è un aspetto non meno importante ed è caratteristico nello sharqy classico. Ora, che certe danzatrici possano esagerare è visibile e chiaro a tutti ma sono casi isolati. Non nascondo che da donna eterosessuale trovo che la ballerina bella e piacente abbia 1 marcia in più!!Certo ne apprezzo la bravura ma se è bella e fascinosa mi godo ancor più la sua esibizione.

Hai ragione! al di là di qualsiasi ipocrisia.

E' anche vero che la danza -se ben fatta - ha il potere di "donare fascino". Ho visto persone semplicissime e dal fisico\aspetto più insignificante del mondo trasformarsi in dee. Ed è solo uno dei miracoli di questa "Arte" Wink

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Re: "Les Danseuses du Caire" - Documentario/Discussione

Messaggio Da Michela V. il Mar Nov 08, 2011 9:05 pm

....e su quest'ultimo post sono d'accordissimo anch'io! lol!

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Messaggio Da gaia scuderi il Mer Nov 09, 2011 3:41 am

Vero vero, e questo succede in varie rappresentazioni visive non solo nella danza ma anche nella musica .... vi dirò però che ho anche visto l'esatto opposto... in special modo rimasi esterrefatta da una danzatrice di flamenco ,taaaanti anni fa,che era veramente bella bella ...salì sul palco e diventò urribbile,e non era una principiante al saggio... No
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Messaggio Da gaia scuderi il Mer Nov 09, 2011 3:48 am

Maryam ha scritto:Aggiungo anche altro...
Io non ci trovo niente di male, anzi, ad esaltare la propria bellezza con abiti e make up. Questo è uno degli aspetti molto affascinanti di questa danza, qualche eccesso, l'imbellettarsi e l'essere civettuole è un aspetto non meno importante ed è caratteristico nello sharqy classico. Ora, che certe danzatrici possano esagerare è visibile e chiaro a tutti ma sono casi isolati. Non nascondo che da donna eterosessuale trovo che la ballerina bella e piacente abbia 1 marcia in più!!Certo ne apprezzo la bravura ma se è bella e fascinosa mi godo ancor più la sua esibizione.
Effettivamente tu mi hai descritto l'essenza della diva Wink e ci può anche stare,basta che il tutto non si fermi a questo ,alla bellezza o alla ricerca della sua esaltazione fine a se stessa Very Happy
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Messaggio Da Maryam il Mer Nov 09, 2011 8:24 am

gaia scuderi ha scritto:Vero vero, e questo succede in varie rappresentazioni visive non solo nella danza ma anche nella musica .... vi dirò però che ho anche visto l'esatto opposto... in special modo rimasi esterrefatta da una danzatrice di flamenco ,taaaanti anni fa,che era veramente bella bella ...salì sul palco e diventò urribbile,e non era una principiante al saggio... No

Siiiii!Certo, infatti ci sono anche danzatrici molto belle che danzando fanno abbastanza pietà :bleee
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Messaggio Da Maryam il Mer Nov 09, 2011 8:25 am

gaia scuderi ha scritto:
Maryam ha scritto:Aggiungo anche altro...
Io non ci trovo niente di male, anzi, ad esaltare la propria bellezza con abiti e make up. Questo è uno degli aspetti molto affascinanti di questa danza, qualche eccesso, l'imbellettarsi e l'essere civettuole è un aspetto non meno importante ed è caratteristico nello sharqy classico. Ora, che certe danzatrici possano esagerare è visibile e chiaro a tutti ma sono casi isolati. Non nascondo che da donna eterosessuale trovo che la ballerina bella e piacente abbia 1 marcia in più!!Certo ne apprezzo la bravura ma se è bella e fascinosa mi godo ancor più la sua esibizione.
Effettivamente tu mi hai descritto l'essenza della diva Wink e ci può anche stare,basta che il tutto non si fermi a questo ,alla bellezza o alla ricerca della sua esaltazione fine a se stessa Very Happy

No, le dive hanno tutto!Bellezza, charme e tecnica da vendere creata da anni di studio ed esperienza. E' questo che fa di loro delle dive.
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Messaggio Da gaia scuderi il Mer Nov 09, 2011 12:29 pm

Appunto Maryam:bellezza ,fascino e tecnica da soli non bastano ,manca tatta la parte del pensiero e della ricerca ,non so se mi spiego .... Mr Green
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Messaggio Da Maryam il Mer Nov 09, 2011 1:00 pm

Dunque se non c'è ricerca e pensiero che conferiscono all'arte quel quid in più nulla si può definire arte. Io ho capito cosa intendi tu, ma comunque non sono d'accord, per cui mi sa che possiamo scrivere pagine qui sul forum ma non arriveremo mai a capo di nulla lol!
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Messaggio Da Shaki il Mer Nov 09, 2011 2:02 pm

Anch'io non condivido l'idea di arte che dev'essere forzatamente frutto di una ricerca.

Anzi, ho un'idea di arte molto più legata alla spontaneità e all'espressività personale...

...Ma vabé, in ogni caso questa discussione ha offerto un sacco di spunti su cui riflettere... grazie
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Messaggio Da Kasia il Mer Nov 09, 2011 2:13 pm

ma.. la ricerca approfondita stessa, della bellezza, della estetica, del trucco, della ''eternal, ethereal beauty'' e i suoi concetti... se la ricerca e in quella tema, non e sempre arte?.. la ricerca nella bellezza, trucco, il concetto di ''beauty''?

o e come ha detto aldogiovannigiacomo; ''oggetto, e la sua rappresentanza''.

OGNI COLORE E MONOCROMATICO A SE STESSO!!!! Mr Green

la definizione che propone gaia e molte severa e pura.. non bisogna prendere nulla in considerazione se non ''la ricerca stessa''.. chi fa anche il pensiero ''come andra a finire sul palco questo?.. se mi piazzo a terra, chi e seduto in prima fila, mi vedra?.. queli in ultima fila del teatro, come percepiranno questa scena?'.. questo movimento e troppo banale?'.. ha, per definizione proposta da gaia, smesso di creare arte.. oppure no? fa anche quello la parte della ricerca? CHI LO DECIDE??
di nuovo: ''oggetto, e la sua rappresentanza'' Smile

se comminci a pensare sul come percepira un pubblico il tuo costume, la tua scena, la tua danza.. hai smesso di creare arte, perche ora sei anche preoccupata della communicazione che la tua creazione puo avere, e non e piu ''ricerca con la fine di se stessa, senza altri considerazioni''

vedete la mia confusione? e soggetivo, e un cane che si morde la coda, e dopo un' po non vale la pena piu annodarsi la testa a pensarci su...viene la crisi esistenziale Smile

in pratica, secondo quella definizione severa, l'unici VERI artisti sono i poveracci reclusi che creanno/ricercanno per il gusto di farlo (quello che avevo chiamato self-expression tanto tempo fa) senza alcun altra considerazione, tipo " come mangio? qualcuno vedra la mia creazione?".. e diventanno poveri ''malati di mente'' non apprezatti se non dopo la loro morte, in un asylum per pazzi dove si scopre i loro quadri

questa e la problema. e talmente soggetivo, che bisogna fidarsi ''ciecamente'' in cioe che ti dice l'artista...se ha fatto una ricerca, e piazza 'na sedia in mezzo della stanza, e ARTE. se fa ''finto'', ci prende allegramente per il sedere.
...le parole e un concetto, possono essere rigirati in 1000 modi.
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Messaggio Da Shaki il Mer Nov 09, 2011 2:21 pm

Kasia ha scritto: e talmente soggetivo, che bisogna fidarsi ''ciecamente'' in cio che ti dice l'artista

...o apprezzare quello che ci piace della sua opera senza chidergli nulla Wink Mr Green
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Messaggio Da Maryam il Mer Nov 09, 2011 2:34 pm

GiA' GIA'.....Kasia.

Mi rimase impressa una puntata di Sex and the city" ve la posto in english

Carrie e Charlotte vanno a questa mostra dove l'"artista" era chiusa nella sua opera da 6 giorni. In pratica era lì a farsi guardare dalla gente senza far nulla, solo per "cambiare il suo personale campo di energia, cercando di cambiare inl campo di energia in quella stanza"...ma stiamo scherzando (ovvio che è fiction ma si ispira a innumerevoli opere assurde che circolano nella nostra realtà)? Mettiamo che l'artista abbia fatto una ricerca,e mettiamo che che abbia voluto esprimere la sua spiritualità.
Chiamatemi bestia ignorante ma io compiango una persona che fa arte in questo modo. Che schifezza è????
Andiamo nei musei a farci venire la sindrome di Stendhal con le opere dei grandi, ma grandi davvero....

P.S...io ce l'ho davvero la sindrome di Stendhal...nel senso che non è violenta ma di frtonte a certe opere d'arte mi sento strana e ho dei giramenti di testa, come se qualcosa di immenso mi travolgesse completamente.


Ultima modifica di Maryam il Mer Nov 09, 2011 2:35 pm, modificato 1 volta
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Messaggio Da Maryam il Mer Nov 09, 2011 2:35 pm

Shaki ha scritto:
Kasia ha scritto: e talmente soggetivo, che bisogna fidarsi ''ciecamente'' in cio che ti dice l'artista

...o apprezzare quello che ci piace della sua opera senza chidergli nulla Wink Mr Green

Una volta che l'artista "produce" la sua opera appartiene a chiunque e chiunque può attribuirgli il significato che crede. Questo è quello che più mi piace, l'arte è di tutti per questo!!
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